E la gente genuflessa ed in preghiera al dio neon che si erano creati e la scritta esclamò il suo avvertimento nelle parole che andava componendo e la scritta disse “le parole dei profeti sono scritte nei muri dei sottopassi, e negli atri dei palazzi e sussurò il suono del silenzio”.
dead/live
non lo so come sia possibile che ci siano persone così convinte della propria vita e delle proprie catene. non ci sono mai dubbi?
il mio corpo è mio davvero? le mie azioni mi appartengono? da dove vengono le mie convinzioni? Chi sono gli altri? rispetto a me, chi ha il diritto di influenzarmi?
come si può pensare che ci sia sempre un giusto e un sbagliato, sempre il bene e il male. ma quante volte il bene ha due facce, e di queste quella in ombra può considerarsi il male? che poi, bene e male nei riguardi di cosa?
è già abbastanza, credo, affrontare se stessi davanti al mondo (universo), figurarsi davanti a una moltitudine di “altri”. che avranno sempre uno sguardo sprezzante, manifesto di presunta superiorità, il giudizio URLATO con l’atteggiamento, gli occhi, le parole. il giudizio su qualsiasi cosa, sempre. continue difese dell’uomo che non riesce a capacitarsi della sua debolezza e nullità in confronto al tutto. il giudizio è la prima difese. ma vaffanculo cazzo basta BASTA BASTA. lasciate vivere la gente in pace santa merda. e che ci facessimo più tutti i cazzi nostri. ma è difficile, perchè qualsiasi scusa viene usata per distogliere la sguardo da noi stessi. e parlare degli altri, giudicare, è la via più immediata e dannatamente a portata di mano, facile.
i dubbi: ad avercene un pò di più tutti l’umanità sarebbe “migliore”, per quel che vuole dire. andiamo oltre le sovrastrutture che in tanti cementano completamente la persona, le tolgono la minima aria; andiamo oltre le catene, che in tanti sono talmente corte da non far respirare.
il buio. troviamoci tutti lì e decidiamo. o no. senza decidere. va bene lo stesso, non facciamo niente. non c’è bisogno per forza di fare qualcosa. guardiamoci. asteniamo il giudizio, tratteniamolo vicino a noi, vicino al conscio razionale, a bada. e basta. niente e nessuno, NIENTE E NESSUNO ci giudica e allora forse, solo allora, uno sprazzo di libertà la respireremo, sempre a sapere che vuol dire.
Ho toccato il fondo. Sono libero.
Mi tremavano le gambe, le mani sudavano, gli occhi chiusi. Non la volevo vedere quella luce, non volevo. Eppure lo desideravo con tutto me stesso. Ma avevo paura. Una fredda, sterile e angosciosa paura. Mi sono posizionato tra i binari, deciso e determinato, all’inizio almeno. La luna mi accompagnava silenziosa, il vento mi faceva venire i brividi. Sentivo tutto più vicino, più vero. Le foglie dei cespugli, i sassolini sotto i miei piedi nudi, la limpidezza dell’aria, il silenzio più tetro. Tutto era vero ed era lì per me. Io ero lì per me. Ho aspettato e aspettato. Ho aspettato di nuovo ma non arrivava. Ogni secondo che passava era una goccia di sudore, un masso nello stomaco e un tremolìo delle gambe. Stavo cedendo piano piano, corroso dal dubbio. Cercavo di ricordare il perchè ma ero confuso, confuso dentro in un mondo confuso.
Piansi in silenzio. Trattenni le lacrime per qualche secondo. Ma che motivo c’era? Mi accasciai e mi lasciai andare, piansi. Non piansi mai lacrime così vere, tristi e malinconiche. Ogni lacrima un rimpianto, un ricordo. Non avevo neanche la forza di decidere, l’inutilità del vivere. Non riuscivo più a decidere per me.
No, non potevo. Non posso. Posso rimediare, ce la posso fare, il tempo c’è, le possibilità… Quelle me le posso cercare. Devo trovarle io, ce la posso fare. Non sono nessuno. Sono tutto, sono io. Ce la posso fare.
D’un tratto le rotaie tremarono, un lieve fischio si innalzò nel vento. Una luce da dietro la curva, una luce velocissima. Vento, rumore, velocità. La terra tremò, il mondo sembrava crollare nell’inferno.
Finalmente. Un sospiro di sollievo. E poi la mia amica morte. Per sempre insieme ormai, per sempre in pace. Niente più scelte, dolori, responsabilità. Solo pace. L’eterna pace.
La corrente
Qualcosa non va più.
Sarà Chet Baker, sarà la nebbia. Fatto sta che hai raggiunto il punto. Qualcuno, un drogato morto tempo fa, uno che si ritrovò senza denti davanti, uno che morì povero e da solo, uno dei più grandi jazzisti di sempre, ti sconvolge. Cosa ti sconvolge? Sapere che quello che pensi, le tue iee rivoluzionarie, le tue passioni di libertà, le tue convinzioni su qualche valore della vita, in verità, non vale nulla? O ti preoccupa di più il renderti conto di non essere il primo di niente? Non hai pensato niente di nuovo o rivoluzionario. Le tue idee, principi, valori. Nulla di nuovo mi spiace. Va bene lo stesso.
Allora niente, lasciati andare nella corrente. E’ bella sai? E’ fresca, potente, travolgente, rumorosa. Lasciati andare al suono della tromba, del piano, della sua voce. lasciati andare nella corrente, lasciati trascinare dove vuole lei.
Dove arrivi non importa, l’importante è che vai.
Quando un anima nasce, le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalita’: io cerchero’ di fuggire da quelle reti.
—James Joyce
Il Progresso e’ l ingiustizia che ogni generazione commette nei confronti di quella che l’ha preceduta.
—Cioran
Appunti
L’uomo, per Nietzsche, ha dovuto illudersi per dare un senso all’esistenza, in quanto ha avuto paura della verità, non essendo stato capace di accettare l’idea che “la vita non ha alcun senso”, che non c’è nessun “oltre” di essa e che va vissuta con desiderio e libero abbandono pieno di “fisicità”. Se il mondo avesse un senso e se fosse costruito secondo criteri di razionalità, di giustizia e di bellezza, l’uomo non avrebbe bisogno di auto-illudersi per sopravvivere, costruendo metafisiche, religioni e morali. L’umanità occidentale, passata attraverso il cristianesimo, percepisce ora un senso di vuoto, trova che “Dio è morto”, cioè che ogni costruzione metafisica vien meno davanti alla scoperta che il mondo è un caos irrazionale. Fino a che non sorgerà l’Oltreuomo, cioè un uomo in grado di sopportare l’idea secondo cui l’Universo non ha un senso, l’umanità continuerà a cercare dei valori assoluti che possano rimpiazzare il vecchio dio (inteso come qualsiasi tipo di realtà ultraterrena e non come semplice entità quale potrebbe essere il Dio cristiano); dei sostituti idolatrici quali, ad esempio, lo Stato, la scienza, il denaro, ecc.